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Boudicca la regina guerriera dai capelli rossi

In relazione ai falsi miti che circolano sui capelli rossi, mi sono imbattuta nella figura storica di Boudicca.
Si tratta di una regina guerriera che guidò la più grande rivolta anti-romana della Britannia.
La donna, nata nel 33 d.C. e morta nel 60 d.C. circa, è stata una regina della tribù degli Iceni, che vivevano nella zona dell’odierna Inghilterra orientale.


Le fonti principali che ci hanno tramandato informazioni sulla sua vita sono Tacito e Cassio Dione Cocceiano, rispettivamente nell’ “Agricola” e nella “Storia romana””.
Proprio quest’ultimo storico è il bersaglio di un falso mito; alcune pagine su Internet riportano infatti la convinzione che il romano avrebbe disprezzato la bellezza della regina Boudicca solo per la sua capigliatura rossa.
Che fra la regina guerriera ed i Romani non corresse buon sangue è piuttosto ovvio, dal momento che la donna combatté aspre battaglie per permettere al proprio popolo di conservare l’indipendenza. Nel 60 o 61 d.C., gli Iceni ed i loro vicini, i Trinovanti, si ribellarono sotto alla guida di Boudicca contro i Romani e rasero al suolo prima Camulodunum (attuale Colchester), poi Londinium (Londra) ed infine Verulanium (St. Albans). Il totale dei morti si aggirerebbe tra le 70.000 e le 80.000 persone. Lo scontro finale avvenne nella battaglia di Waitling Street, dove gli Iceni ed i Trinovanti vennero sconfitti.

Boudicca, per non soccombere al potere romano, si suicidò bevendo del veleno.
Data la sua indole carismatica, le evidenti abilità di leadership e l’opposizione politica, credo sia lineare che i Romani la descrivessero come un essere immondo, ma a prescindere dai capelli rossi. Mi spiego meglio; non credo che ai Romani importasse poi così tanto che la regina guerriera che stava minacciando la loro conquista mondiale avesse i capelli rossi, castani, biondi o qualunque altro colore.
Dione Cassio la descrive così: “una gran massa di capelli fulvi che le scendono fino alla cintola, alta statura quasi spaventevole a vedersi, espressione feroce, voce straordinariamente aspra, una lancia in pugno per apparire ancora più terribile, vestita di una tunica di diversi colori e mantello fermato da una spilla.”
Aggiunge inoltre che il fatto che una donna avesse sconfitto i Romani in alcune battaglie provocò al popolo latino una grande vergogna.
Insomma, era vergognoso che una donna volesse ribellarsi e che una regina ambisse all’indipendenza del proprio popolo. Non era bello, agli occhi di Cassio, che fosse tanto alta, ma non ci sono fatti concreti che ci fanno capire che Cassio, o i Romani, la discriminassero in quanto rossa di capelli.
In generale nella società romana, non ho trovato nulla che confermi una presa di posizione in negativo verso le persone con i capelli rossi, anzi, esistevano dei saponi particolari, le “spumae Batavae”, che tingevano i capelli di rosso o nero corvino. Sembra che le donne sperimentassero diversi modi per schiarirsi la chioma in favore di tonalità bionde. Pare addirittura che usassero ciocche posticce di popolazioni barbare per abbellire i propri capelli, oppure spargevano una porporina dorata o uno schiarente a base di limone ed acqua distillata di fiori di ligustro.
Alla fine le donne romane tanto diverse da noi contemporanee, almeno per quanto riguarda i capelli, non erano; non volevano invecchiare e cercavano di camuffare i segni del tempo, consideravano la propria chioma un aspetto fondamentale per la propria autostima e si divertivano a sperimentare con intrugli vari, antenati delle nostre care alleate maschere.

 

Fonti: www.wikipedia.it
www.enciclopediadelledonne.it
www.romanoimpero.com

Mi chiamo Martina, sono bionda-rossa o rossa-bionda, a seconda della luce e, soprattutto, di chi guarda. Viaggiatrice, gattara ma che preferisce i cani, a volte simpatica altre meno, anche quello, come i capelli, va a seconda di chi mi sta davanti.
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