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Storie di Bullismo per i capelli Rossi

IO DICO NO AL BULLISMO!

“Il bullismo è una condotta lesiva, fisica, psicologica o strumentale che un soggetto più forte (il bullo) ha nei confronti del debole (vittima) in maniera sistematica e continuativa.”

Ecco la definizione esatta della parola bullismo. Vorrei analizzarla per capire insieme che alcune cose, a parer mio, non tornano. Il carnefice o il bullo, il più forte come viene descritto nella definizione è colui che compie, che fa, che si permette di…è che a volte i più deboli sono proprio i carnefici, alcuni lo fanno anche per “non subire” o perché, semplicemente, non rispettano il prossimo. Non definirei vittima chi subisce, la vittima per quanto mi riguarda, è la più forte, quella che sopporta, quella che subisce in silenzio, quella che non molla, non ha nulla di debole (al giorno d’oggi c’è da sperare che non molli, perché non si scherza più con tutto questo).

Essere bullizzata non è affatto piacevole, e fin qui nulla di nuovo, dentro ti senti implodere, ma non lo fai, perché in fondo sai che dovrai essere forte, più forte di chi ti sta bullizzando, più forte di tutti…

Si viene bullizzati per moltissimi motivi, così tanti che non abbiamo nemmeno un elenco completo, quindi parlo per me. A me sono toccati i capelli rossi (e ora guai a chi me li tocca), l’apparecchio ai denti, gli occhiali e le lentiggini (guai a chi me le tocca anche quelle). Ora se proprio volessi analizzare la mia infanzia per filo e per segno mi verrebbe quasi da dire: “ma bullizzata perché?” “chi ti ha detto che rosso non è normale e castano si?” “chi ha dato questo prototipo?” “chi ha deciso cosa?”. Sono queste le domande che, forse, avrei dovuto urlare addosso ai miei carnefici (o che tali sembravano). Non lo feci, mai. Non mi ritengo una debole, anzi, mi ritengo una persona molto forte, magari a volte stufa, ma forte. Nessuno ha mai deciso un prototipo di bellezza, peso, razza, gusti sessuali o altro. Nessuno! Ognuno è libero di essere ciò che vuole, come vuole e quando vuole nel rispetto del prossimo. È la regola base da imparare per una convivenza civile su questo pianeta (non stiamo andando benissimo in questo se proprio devo dirla tutta). Vorrei però dare dei consigli alle persone che subiscono o hanno subito del bullismo, di qualsiasi tipo. Cercate di parlare. In ogni modo possibile, ditelo. A qualsiasi persona, anche ad un estraneo, ma ditelo. Non tenetelo dentro di voi, potrebbe logorarvi o distruggervi interiormente senza alcun motivo. Se provate vergogna (può succedere, anche se vi assicuro che dovrebbe vergognarsi il carnefice, non voi), scrivetelo, sarà più facile. Scrivetelo prima per voi e poi datelo a qualcuno che magari possa aiutarvi ad aprirvi e liberarvi da questo mostro. Non fermatevi a pensare “come posso punire il mio carnefice?”, non servirà, non vi aiuterà e soprattutto non è mai la soluzione migliore. Voi, per favore, parlatene, perché ormai facciamo questo errore di parlare sempre di meno, costruiamo muri intorno a noi, ci estraniamo dal mondo, senza avere nessuna colpa! Il mondo dovremmo viverlo in modo sereno, senza aver paura di andare a scuola o in palestra o in discoteca. Soprattutto, senza aver paura.

scritto da

Silvia detta Red_Esse autrice del blog www.ascoltiamociconredesse.it

Psicologa Turistica e Viaggiatrice. Imprenditrice on line. Credo nel potere di viaggi, di internet, credo che i sogni si trasformino in progetti e che i rossi abbiano una marcia in più.
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